Omas Extra

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Set Extra sfaccettata di colore blu

Storia

Una pubblicità del 1935

Benché come per la Columbus questo il nome "Extra" sia stato usato genericamente dalla Omas per tutti i modelli di fascia alta, quando si parla della "Omas Extra" in senso generico si fa riferimento al modello introdotto sul mercato nel 1932 e considerato uno dei capolavori della produzione italiana. La penna, dotata di caricamento a levetta, era caratterizzata dalla lavorazione faccettata, con una linea molto simile a quella della Doric, uscita in America l'anno precedente.

Sulle origini della penna, e sul fatto se sia stata o meno una imitazione, sono state espresse le opinioni più varie, il breve tempo intercorso fra la nascita della Doric e quella della "Extra" può deporre a favore di Simoni,[1] e non ci sono informazioni riguardo un inizio della progettazione che possa supportare l'ipotesi di creazione indipendente; mentre è innegabile che la decorazione sul cappuccio è identica a quella della Deco Band della Eversharp che è del 1928, il che fa supporre una certa attenzione della Omas alle innovazioni stilistiche introdotte da quella marca.

Una Extra post 1936

In ogni caso la qualità della realizzazione, ed in particolare la bellezza delle celluloidi usate, oltre alla riuscita combinazione degli elementi decorativi, rendono la penna un vero capolavoro dell'Art Decò, a prescindere dal fatto che essa sia stata o meno realizzata assemblando idee altrui.

Alla versione faccettata venne fatta seguire dopo qualche tempo (la data di introduzione non è nota, ma è senz'altro successiva) una versione liscia, dotata delle stesse decorazioni della versione faccettata. Nel 1936 circa venne adottata la decorazione del cappuccio con tre anellini sul modello liscio, e nel 1940 circa anche sul modello faccettato. Non è chiaro quando vennero dismesse le versioni con la banda grecata e se queste siano state prodotte in parallelo alle nuove versioni. Infine sempre a partire all'incirca dal 1940 vennero prodotte anche versioni autarchiche con finiture cromate e pennino in acciaio (Permanio). Fin dal 1941[2] le penne vennero indicate con i numeri 555, 556 e 557 corrispondenti alle misure piccola, media e grande; adotteremo però questa numerazione solo per indicare quei modelli che la riportavano esplicitamente stampigliata, prodotti nel dopoguerra.[3] Nel 1946 la produzione della "Extra" con caricamento a levetta venne terminata.

Caratteristiche tecniche

La "Extra" non era caratterizzata sul piano tecnico da nessuna innovazione rilevante, se non per la particolare lavorazione necessaria alla sfaccettatura (che pare venisse ottenuta fresando i lati della penna), che però è attinente sostanzialmente al piano stilistico e non ha, a parte l'impedire il rotolamento accidentale, effetti specifici sul piano del funzionamento. La penna era realizzata con cappuccio con chiusura a vite, la clip era con terminazione a rotellina, fissata all'interno del cappuccio.

Materiali

La "Extra" era realizzata in celluloide tornita e lavorata dal pieno. Le finiture erano in metallo laminato oro. Il pennino era in oro a 14 carati. Nel periodo bellico vennero comunque prodotte versioni "autarchiche" senza doratore e con il pennino in una lega di acciaio (piuttosto fragile) ribattezzata dall'azienda Permanio.

Sistema di riempimento

Le versioni del modello a cui si fa riferimento in questa pagina erano dotate di un ordinario ma funzionale sistema di caricamento a levetta. In seguito il nome "Extra" venne usato anche per le versioni con caricamento a stantuffo, che sono però trattate altrove.

Versioni

Set Extra in marrone arco

La "Extra" venne prodotta inizialmente nella sola versione sfaccettata, con corpo e cappuccio dotati di 12 facce. Su queste, sul corpo della penna, veniva riportata la dicitura "Omas Extra" in caratteri corsivi. Il cappuccio era decorato con una ampia vera grecata posta fra due sottili anellini, realizzati in metallo laminato oro, molto simile a quella della Deco Band. Anche la clip venne realizzata in forma sfaccettata, e con terminazione a rotellina, di nuovo piuttosto simile a quella della Doric. La penna venne realizzata in tre dimensioni, grande, media e piccola (da signora), di quest'ultima era disponibile anche una versione senza clip con anello sulla testa del cappuccio.

Con l'introduzione nel 1936 del caricamento a stantuffo tuffante e delle serie Lucens ed Extra Lucens anche le Extra a levetta vennero ristilizzate. Venne mantenuta la clip a rotellina ma vennero adottati tre anellini per la versione tonda, mentre restò usata la banda grecata sulla versione faccettata fino al 1940. Anche in questo caso le penne erano marcate come Omas Extra in caratteri corsivi (sia la versione tonda che la faccettata), anche se, almeno dal 1941, si faceva riferimento alle tre diverse dimensioni con i numeri 555, 556 e 557.

Con il dopoguerra il nome "Omas Extra" venne ripreso nelle stampigliature delle nuove versioni a stantuffo, stilisticamente identiche alle Lucens in versioni tonda (sempre con tre anellini e clip a rotellina) ma dotare del nuovo sistema di caricamento. Lo stesso nome venne impiegato anche nelle stampigliature delle prime versioni ogivali, introdotte successivamente, prima che su queste venisse stampigliata esplicitamente la numerazione 55x con il suffisso "/S".

Colori

Nei cataloghi (di cui però non si sono rinvenute immagini consultabili) vengono indicate 12 versioni di colori diversi, anche se esistono ulteriori varianti. Un elenco non esaustivo comprende: Nero, Marmorizzato Blu, Grigio, Verde e Marrone, Celluloide "Arco" grigia e marrone.

Pennini

Le extra erano dotate di pennino in oro 14 carati, con la stampigliatura delle due scritte "OMAS" ed "EXTRA" curvate intorno alla marcatura centrale della caratura (la cifra 585 compresa in un rombo). Sono presenti anche versioni del pennino riportanti la dicitura "14 Ki"". Le versioni autarchiche erano invece dotate di pennino in "Permanio", con lo stesso tipo di stampigliatura (la scritta "EXTRA" più piccola) intorno alla parola "PERMANIO" messa al posto del rombo della caratura.

Misure

Nella tabella seguente sono riportate le misure relative alla diverse varianti del modello, sia per quanto riguarda le lunghezze che il peso. La lunghezza fa riferimento alla lunghezza della penna da chiusa col cappuccio avvitato o calzato fino in fondo. La misura del fusto fa riferimento alla lunghezza del corpo penna compreso il pennino. I diametri per fusto e cappuccio sono misurati sul loro valore massimo, la sezione invece sul punto di presa, ed il diametro è quindi una indicazione molto approssimata. I pesi sono a penna scarica (o senza cartucce). Le misure sono state eseguite su esemplari singoli, pertanto sono comunque indicative, e sono possibili errori e variazioni dell'ordine del millimetro sulle lunghezze, di qualche decimo sui diametri, e del grammo sui pesi.

Versione Lunghezza Altre misure: lunghezze, diametri, pesi
Grande 13.9 cm Diametri: 13.0 mm fusto and 14.5 mm cappuccio.
Media 12.6 cm Diametri: 12.0 mm fusto and 13.5 mm cappuccio.
Da Signora --

Riepilogo delle informazioni disponibili

Si riportano di seguito le informazioni raccolte in riferimento ai modelli trattati in questa pagina, a partire dai dati di cronologia, i riferimenti trovati sul web ed il materiale (foto, pubblicità, documenti) disponibile al riguardo.

Cronologia

Anno Avvenimento
1932 l'azienda introduce le Omas Extra
1933 l'azienda introduce la versione tonda liscia della Extra (data indicativa[4])
1936 l'azienda sostituisce la vera con tre anelli sulla Omas Extra tonda[5]
1940 l'azienda sostituisce la vera con tre anelli sulla Omas Extra sfaccettata[6]
1946 l'azienda dismette la Extra tradizionale con caricamento a levetta[7]

Riferimenti esterni

  • [1] Presentazione sul forum di una Extra blu
  • [2] Presentazione sul forum di una Extra tascabile
  • [3] Presentazione sul forum di una Omas Extra per la Treccani

Note

  1. Enrico Castruccio nel suo libro sostiene che non ci sarebbe stato il tempo di predisporre gli apparati produttivi, ma non esiste nessuna informazione a supporto di questa tesi.
  2. come limite superiore, visto che la numerazione compare in una fattura di quell'anno.
  3. si tratta di una scelta arbitraria fatta solo a scopo di classificazione, è comunque legittimo indicare con questa numerazione sia queste penne che la successiva versione con caricamento a stantuffo.
  4. l'anno esatto non è noto, si sa solo che è successiva alla versione sfaccettata.
  5. secondo quanto indicato da Letizia Jacopini nel suo libro "La storia della stilografica in Italia".
  6. secondo quanto indicato da Letizia Jacopini nel suo libro "La storia della stilografica in Italia".
  7. per questa data si fa riferimento a quanto riporta Emilio Dolcini nel suo libro sull'azienda.

Materiale disponibile