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La '''Waterman''' è tutt'oggi uno dei maggiori produttori di penne stilografiche.  La ditta venne fondata nel 1883 a New York City da ''Lewis Edson Waterman'', ed è uno dei pochi produttori storici che è sopravvissuto, anche se in maniera indiretta, fino ai nostri giorni.  Attualmente la compagnia opera con il nome di '''Waterman S.A.''' ed è di proprietà della [http://en.wikipedia.org/wiki/Sanford_%28writing_products%29 Sanford], una divisione della [http://en.wikipedia.org/wiki/Newell_Rubbermaid Newell Rubbermaid] che possiede anche la [[Parker]].
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La '''Waterman''' è tutt'oggi uno dei maggiori produttori di penne
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stilografiche.  La ditta venne fondata nel 1883 a New York City da ''Lewis
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Edson Waterman'', ed è uno dei pochi produttori storici che è sopravvissuto,
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[[Image:Waterman pen.jpg|thumb|Waterman factory in Manhattan]]
 
[[Image:Waterman pen.jpg|thumb|Waterman factory in Manhattan]]
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Se si escludono i primi anni di vita, la [[Waterman]] ha sempre mantenuto un approccio molto conservativo, che la ha vista privilegiare la tradizione nei confronti che l'innovazione sia per quanto riguarda lo stile che la tecnologia, pur mantenendo sempre una qualità di altissimo livello. Però, anche a causa di questo approccio tradizionalista, dopo il periodo d'oro durato fino agli anni '20, la [[Waterman]] ha visto progressivamente erodersi le sue quote di mercato, restando sempre più indietro rispetto alle emergenti [[Parker]], [[Sheaffer]] ed [[Eversharp]], insieme alle quali rientra a pieno titolo nelle [[Big Four]].
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Se si escludono i primi anni di vita, la [[Waterman]] ha sempre mantenuto un
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approccio molto conservativo, che la ha vista privilegiare la tradizione nei
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durato fino agli anni '20, la [[Waterman]] ha visto progressivamente erodersi
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le sue quote di mercato, restando sempre più indietro rispetto alle emergenti
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[[Parker]], [[Sheaffer]] ed [[Eversharp]], insieme alle quali rientra a pieno
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titolo nelle [[Big Four]].
    
== Storia ==
 
== Storia ==
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La storia della penna stilografica è profondamente legata alla storia della [[Waterman]], tanto che in molti considerano il suo fondatore ''Lewis Edson Waterman'', l'inventore di questo oggetto di scrittura. In realtà questa è una pretesa eccessiva, ma agli albori della penna stilografica la [[Waterman]] è stata all'avanguardia nella produzione industriale e nella diffusione di questo oggetto sul mercato internazionale.
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La storia della penna stilografica è profondamente legata alla storia della
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[[Waterman]], tanto che in molti considerano il suo fondatore ''Lewis Edson
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Waterman'', l'inventore di questo oggetto di scrittura. In realtà questa è una
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pretesa eccessiva, ma agli albori della penna stilografica la [[Waterman]] è
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stata all'avanguardia nella produzione industriale e nella diffusione di
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questo oggetto sul mercato internazionale.
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La compagnia venne fondata nel 1888 a New York. Si narra, ma è quasi certo che si tratti di una storia successiva diffusa ad arte dal reparto marketing dell'azienda, che tutto abbia avuto origine dal malfunzionamento di una penna stilografica che fece perdere un lucroso contatto a ''Lewis Waterman'', che allora lavorava come assicuratore. Invece di arrabbiarsi il fondatore si sarebbe interessato al funzionamento di quell'oggetto, individuando la soluzione al principale problema dello stesso, quello di un regolare afflusso al pennino. Così venne inventato il primo alimentatore multicanale moderno, che a tutt'oggi resta, sostanzialmente inalterato, il cuore di ogni penna stilografica.
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La compagnia venne fondata nel 1888 a New York. Si narra, ma è quasi certo che
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si tratti di una storia successiva diffusa ad arte dal reparto marketing
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dell'azienda, che tutto abbia avuto origine dal malfunzionamento di una penna
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stilografica che fece perdere un lucroso contatto a ''Lewis Waterman'', che
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allora lavorava come assicuratore. Invece di arrabbiarsi il fondatore si
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sarebbe interessato al funzionamento di quell'oggetto, individuando la
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di inchiostro al pennino. Così venne inventato il primo alimentatore
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cuore di ogni penna stilografica.
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I primi anni di attività della [[Waterman]] sono comunque piuttosto oscuri, ma la novità essenziale fu appunto quella di aver introdotto, nel 1883, il primo alimentatore veramente funzionante, per il quale ''Lewis Waterman'' aveva ottenuto anche, nel 1884, il primo brevetto dell'azienda. E' stato grazie a questa innovazione che le prime stilografiche, prodotte prima ancora della fondazione ufficiale, riscossero un grande successo, su cui si è basata la fortuna iniziale dell'azienda. A questo si aggiunse da subito una grande capacità nel saper industrializzare la produzione ed investire fortemente in innovazione.
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I primi anni di attività della [[Waterman]] sono comunque piuttosto oscuri: la
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novità essenziale fu appunto quella di aver introdotto, nel 1883, il primo
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alimentatore veramente funzionante, per il quale ''Lewis Waterman'' aveva
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ottenuto anche, nel 1884, il primo brevetto dell'azienda. E' stato grazie a
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è basata la fortuna iniziale dell'azienda. A questo si aggiunse da subito una
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grande capacità nel saper industrializzare la produzione ed investire
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fortemente in innovazione.
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Dopo la morte nel 1901 del fondatore, la guida dell'azienda passò al nipote, ''Frank D. Waterman'', che si può considerare il vero autore del successo internazionale dell'azienda. Egli infatti dette avvio ad una politica di espansione a livello mondiale che rese la [[Waterman]] il più grande produttore mondiale di penne stilografiche. Per questo [[Waterman]] rientra a pieno titolo fra le [[Big Four]].
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Dopo la morte nel 1901 del fondatore, la guida dell'azienda passò al nipote,
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''Frank D. Waterman'', che si può considerare il vero autore del successo
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internazionale dell'azienda. Egli infatti dette avvio ad una politica di
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espansione a livello mondiale che rese la [[Waterman]] il più grande
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produttore mondiale di penne stilografiche ed il leader incontrastato del
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mercato per tutto l'inizio del secolo.
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La produzione iniziale era costituita principalmente da penne di ebanite nera (liscia o con qualche incisione meccanica) dotate di pennino d'oro, e come la gran parte delle penne dell'epoca si caricavano a contagocce. In questo primo periodo, in cui le forme ed i meccanismi di caricamento erano sempre gli stessi, i diversi modelli venivano identificati esclusivamente in base al numero indicante la misura del pennino.
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La produzione iniziale era costituita principalmente da penne di ebanite nera
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(liscia o con qualche incisione meccanica) dotate di pennino d'oro, e come la
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gran parte delle penne dell'epoca si caricavano con il contagocce svitando il
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gruppo pennino dal corpo della penna che fungeva da serbatoio. In questo primo
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sempre gli stessi, i diversi modelli venivano identificati esclusivamente in
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base al numero indicante la misura del pennino.
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All'inizio del secolo, fino a tutti gli anni '10, la [[Waterman]] si contraddistingue per un grande sforzo nella ricerca di innovazioni tecniche: viene introdotta la clip sul cappuccio (la ''Clip Cap''), e vengono sperimentati diversi meccanismi di caricamento alternativi al contagocce. In questo periodo la [[Waterman]] si distingue per aver industrializzato uno dei più classici sistemi di caricamento, il ''Safety'' in cui con un meccanismo a vite si fa rientrare il pennino all'interno della corpo che funge da serbatoio. La [[Waterman]] è la prima a produrre e ad esportare le penne ''rientranti'', presto imitata da molte altre aziende (specialmente in europa, dove queste conobbero una grande diffusione).  A tutti questi sistemi subentrò comunque, nel 1913, il caricamento a levetta, introdotto per primo dalla [[Sheaffer]], ma che la [[Waterman]] riesce a copiare eludendo il brevetto della concorrente.
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All'inizio del secolo, fino a tutti gli anni '10, la [[Waterman]] si
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contraddistinse per un grande sforzo nella ricerca di innovazioni tecniche:
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viene introdotta la clip sul cappuccio (la ''Clip Cap''), e vennero
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sperimentati diversi meccanismi di caricamento alternativi al contagocce. In
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più classici sistemi di caricamento, il ''Safety'' in cui con un meccanismo a
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vite si fa rientrare il pennino all'interno della corpo della penna che funge
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comunque, nel 1913, il caricamento a levetta, introdotto per primo dalla
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[[Sheaffer]], ma che la [[Waterman]] riuscì a copiare, eludendo il brevetto
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della concorrente.
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Sempre nei primi anni 1900 vengono introdotti nuovi modelli contraddistinti da diverse forme del cappuccio e della penna, per identificare i quali la [[Waterman]] creò un apposito [[Waterman Standard Numbering System|sistema di numerazione standard]] inizialmente composto da due cifre, la prima delle delle quali indicava la forma della penna, mentre la seconda continuava ad indicare la dimensione del pennino, dando luogo ad un numero che veniva impresso sul fondo della penna per idenficarne immediatamente le caratteristiche.  
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Sempre nei primi anni 1900 vennero introdotti nuovi modelli contraddistinti da
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diverse forme del cappuccio e della penna, per identificare i quali la
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numerazione standard]] inizialmente composto da due cifre, la prima delle
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delle quali indicava la forma della penna, mentre la seconda continuava ad
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indicare la dimensione del pennino. In questo modo si aveva un numero che
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veniva impresso sul fondo della penna per identificarne immediatamente le
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caratteristiche.
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In breve tempo però, a causa dell'introduzione dei nuovi sistemi di caricamento e della realizzazione di nuovi modelli rivestiti in argento ed oro, il sistema iniziò a mostrare i suoi limiti, potendo confidare per l'identificazione dei vari modelli solo sull'uso di una folta schiera di suffissi, che venivano aggiunti alla normale numerazione a due cifre. Il sistema divenne rapidamente confuso, tanto che nel 1916 la [[Waterman]] riformulò completamente il suo [[Waterman Standard Numbering System|sistema di numerazione]], adottando una terza cifra, principalmente utilizzate per indicare il tipo di finiture, mentre la seconda cifra indicava il sistema di riempimento e la terza, come sempre, la misura del pennino. Questo sistema restò in voga sostanzialmente inalterato fino al 1927, con l'introduzione della [[Ripple]].
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In breve tempo però, a causa dell'introduzione di nuovi sistemi di caricamento
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e alla realizzazione di nuovi modelli rivestiti in argento ed oro o realizzati
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con diverse finiutre, il sistema di numerazione a due cifre iniziò a mostrare
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i suoi limiti, potendo confidare per l'identificazione dei vari modelli solo
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sull'uso di una folta schiera di suffissi, che venivano aggiunti alla normale
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numerazione. Il sistema divenne rapidamente confuso, tanto che nel 1917 la
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System|sistema di numerazione]], adottando una terza cifra, utilizzata per lo
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indicare il sistema di riempimento e la terza, come sempre, la misura del
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pennino. Questo sistema restò in voga sostanzialmente inalterato per tutti i
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modelli prodotti dalla [[Waterman]] fino al 1927, quando venne introdotta
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la [[Ripple]].
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E' questo comunque il periodo d'oro della [[Waterman]], in cui l'azienda domina il mercato e resta costantemente ai vertici delle vendite, diventando il punto di riferimento per tutti gli altri produttori di penne stilografiche, che cercano di farsi spazio sul mercato con introducendo soluzioni innovative. Serie come le [[5x]] in ebanite nera, rossa o fiammata, o le [[45x]] rivestite in argento, sono dei classici e rappresentano il vertice del mondo della stilografica di quegli anni.
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L'inizio del '900 è il periodo d'oro della [[Waterman]], in cui l'azienda
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dominava il mercato restando costantemente ai vertici delle vendite,
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diventando il punto di riferimento per tutti gli altri produttori di penne
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stilografiche, che cercavano di farsi spazio sul mercato introducendo
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soluzioni innovative. Serie come le [[5x]] in ebanite nera, rossa o fiammata,
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o le [[45x]] rivestite in argento, sono dei classici e rappresentano il
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vertice del mondo della stilografica di quegli anni.
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A parte questo periodo iniziale però la [[Waterman]] non si è più distinta (con una eccezione) per aver contribuito negli con grandi innovazioni alla storia della stilografica. Il successo della ditta infatti è sempre stato dettato dalle caratteristiche di qualità ed affidabilità delle sue penne. Per questo approccio molto conservativo, che la ha vista privilegiare la tradizione piuttosto che l'innovazione, dopo gli anni '20 la [[Waterman]] ha visto progressivamente erodersi le sue quote di mercato, iniziando a restare indietro rispetto alle emergenti [[Parker]], [[Sheaffer]] ed [[Eversharp]].  
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Ma dopo questo periodo d'oro iniziale la [[Waterman]] non si è più distinta
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(con una eccezione) per aver contribuito negli con grandi innovazioni alla
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storia della stilografica. Il successo della ditta infatti è sempre stato
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dettato dalle caratteristiche di qualità ed affidabilità delle sue penne. Per
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questo approccio molto conservativo, che la ha vista privilegiare la
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tradizione piuttosto che l'innovazione, dopo gli anni '20 la [[Waterman]] ha
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visto progressivamente erodersi le sue quote di mercato, iniziando a restare
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indietro rispetto alle emergenti [[Parker]], [[Sheaffer]] ed [[Eversharp]].
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Questo atteggiamento iniziò a causare i suoi effetti negativi a partire dal 1922, con l'introduzione della [[Duofold]] da parte della [[Parker]], che lanciò la moda delle penne di grandi dimensioni. La [[Waterman]] continuò a centrare la sua produzione sui vecchi modelli a contagocce, pur possendendo un ottimo sistema di caricamento a levetta, e le sue quote di mercato iniziarono a declinare inesorabilmente facendole perdere il primo posto nelle vendite.
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Questo atteggiamento iniziò a causare i suoi effetti negativi a partire dal
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1922, con l'introduzione della [[Duofold]] da parte della [[Parker]], che
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lanciò la moda delle penne di grandi dimensioni. La [[Waterman]] continuò a
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centrare la sua produzione sui vecchi modelli a contagocce, pur possendendo un
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ottimo sistema di caricamento a levetta, e le sue quote di mercato iniziarono
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a declinare inesorabilmente facendole perdere il primo posto nelle vendite.
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La situazione peggiorò ulteriormente l'anno successivo, con l'entrata in scena della [[Sheaffer]] con le sue penne in celluloide, presto seguite dalla [[Parker]] che adottò lo stesso materiale per le [[Duofold]], la [[Waterman]] si limitò ad introdurre una nuova lavorazione della celluloide (detta ''Rippled'') come variante della tradizionale versione ''fiammata'' colore rosso/nero, ed in breve scivolò al terzo posto nella classifica delle vendite.
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La situazione peggiorò ulteriormente negli anni seguenti, con l'entrata in
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scena della [[Sheaffer]] con le sue penne in celluloide, presto seguita dalla
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[[Parker]] che adottò lo stesso materiale per le [[Duofold]]. La [[Waterman]]
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si limitò ad introdurre una nuova lavorazione della celluloide (detta
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''Rippled'') come variante della tradizionale versione ''fiammata'' colore
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rosso/nero, ma in breve scivolò al terzo posto nella classifica delle vendite.
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Nel 1925 ''Frank Waterman'' si presentò alle elezioni a sindaco di New York, ma perse in un [http://www.kamakurapens.com/Archive/WatermanScandals.html acceso scontro] con il democratico [http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Walker James J. Walker], questo però non fu senza conseguenze per la [[Waterman]] che per la prima volta si trovò ad avere un bilancio in perdita a causa delle ingenti risorse utilizzate per la campagna elettorale.
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Nel 1925 ''Frank Waterman'' si presentò alle elezioni a sindaco di New York,
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ma perse in un [http://www.kamakurapens.com/Archive/WatermanScandals.html
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acceso scontro] con il democratico [http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Walker
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James J. Walker], questo però non fu senza conseguenze per la [[Waterman]] che
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per la prima volta dalla fondazione si trovò ad avere un bilancio in perdita a
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causa delle ingenti risorse utilizzate per la campagna elettorale.
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L'atteggiamento conservatore della [[Waterman]] proseguì nonostante la perdita delle quote di mercato, solo nel 1927, con la creazione della [[Ripple]] in ebanite fiammata la ditte produsse una penna di grandi dimensioni in grado di competere con la [[Duofold]], adottando anche per la prima volta un nuovo [[Waterman Nib Color Code|codice di colori]] per l'identificazione dei pennini, che fino ad allora, pur essendo presenti in oltre un centinaio di versioni diverse, venivano identificati unicamente per il numero che ne indicava le dimensioni.
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L'atteggiamento conservatore della [[Waterman]] proseguì nonostante la perdita
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di quote di mercato; solo nel 1927, con la creazione della [[Ripple]] in
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ebanite fiammata la ditte produsse una penna di grandi dimensioni in grado di
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competere con la [[Duofold]], adottando anche per la prima volta un nuovo
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[[Waterman Nib Color Code|codice di colori]] per l'identificazione dei
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pennini, che fino ad allora, pur essendo presenti in oltre un centinaio di
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versioni diverse, venivano identificati unicamente per il numero che ne
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indicava le dimensioni.
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Nonostante la [[Ripple]] sia qualitativamente un'ottima penna, non poteva reggere la concorrenza delle stilografiche in celluloide, per i grandi vantaggi in termini di robustezza e di possibilità di colorazione che il nuovo materiale offriva. La [[Waterman]] però restò ostinatamente, forse anche per i forti legami con la Day Rubber Company di Seymour, legata all'uso dell'ebanite, arrivando a sviluppare dei modelli in ebanite colorata, che non riscossero un grande successo (non potendo avere comunque una lucentezza paragonabile alla celluloide).
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Nonostante la [[Ripple]] sia qualitativamente un'ottima penna, non poteva
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reggere la concorrenza delle stilografiche in celluloide, per i grandi
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vantaggi in termini di robustezza e di possibilità di colorazione che il nuovo
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materiale offriva. La [[Waterman]] però restò ostinatamente legata all'uso
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dell'ebanite, forse anche per i forti legami con la Day Rubber Company di
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Seymour, arrivando a sviluppare dei modelli in una particolare ebanite
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colorata, che però non riscossero un grande successo (non potendo avere quel
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materiale una lucentezza paragonabile alla celluloide).
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Solo nel 1929, con l'introduzione della [[Patrician]] la [[Waterman]] si decise a produrre una penna in celluloide, ottenendo uno dei modelli più rari e ricercati dai collezionisti, in particolare per la presenza di colori di grande impatto come l'Onix o il Moss Agathe. La penna però, nonostante fosse di altissima qualità (probabilmente la più bella penna prodotta dalla [[Waterman]]) non ebbe un grande successo di vendite (causa della relativa rarità della stessa), per via del costo piuttosto elevato e dell'uscita in coincidenza con il periodo della grande depressione.  
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Solo nel 1929, con l'introduzione della [[Patrician]], la [[Waterman]] si
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decise a produrre una penna in celluloide, ottenendo uno dei modelli più rari
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e ricercati dai collezionisti, in particolare per la presenza di colori di
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grande impatto come l'Onix o il Moss Agathe. La penna però, nonostante fosse
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di altissima qualità (probabilmente la più bella penna prodotta dalla
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[[Waterman]]) non ebbe un grande successo di vendite (causa della relativa
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rarità della stessa), per via del costo piuttosto elevato e dell'uscita in
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coincidenza con il periodo della grande depressione.
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Negli anni successivi la produzione di penne proseguì sempre seguendo l'approccio tradizionalista dell'azienda, che vide la nascita di nuovi modelli in celluloide come la serie [[9x]] o la [[Lady Patricia]], versione per signore della [[Patrician]] non dotati di particolari innovazioni. L'azienda restò comunque ancorata al sistema di caricamento a levetta, e rispose di nuovo in ritardo alle nuove tendenze del mercato. Al successo delle penne trasparenti, avviato dalla [[Vacumetic]] della [[Parker]], rispose solo nel 1936 introducendo il modello [[Ink View]]. Allo stile ''Streamlined'' introdotto dalla [[Balance]] della [[Sheaffer]] rispose nel 1939 con la [[HundredYear]]. Al pennino coperto della [[Parker]] [[51]] riponderà nel 1943 con la [[Taperite]].
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Negli anni successivi la produzione di penne proseguì sempre seguendo
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l'approccio tradizionalista dell'azienda, che vide la nascita di nuovi modelli
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in celluloide come la serie [[9x]] o la [[Lady Patricia]], versione per
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signore della [[Patrician]] non dotati di particolari innovazioni. L'azienda
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restò sempre legata al sistema di caricamento a levetta, e rispose di nuovo in
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ritardo alle nuove tendenze del mercato. Al successo delle penne trasparenti,
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avviato dalla [[Vacumetic]] della [[Parker]], rispose solo nel 1936
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introducendo il modello [[Ink View]]. Allo stile ''Streamlined'' introdotto
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dalla [[Balance]] della [[Sheaffer]] rispose nel 1939 con la
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[[HundredYear]]. Al pennino coperto della [[Parker]] [[51]] ripose nel 1943
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con la [[Taperite]].
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A causa della sua incapacità di rinnovarsi il declino dell'azienda proseguì inesorabile negli anni successivi fino alla seconda guerra mondiale, ed essa subì, come tutte gli altri principali produttori dell'epoca la grande crisi degli anni '50. La compagnia originale americana venne liquidata nel 1954, e gli impianti produttivi vennero ceduti alla BIC nel 1959.
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A causa della sua incapacità di rinnovarsi il declino dell'azienda proseguì
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inesorabile negli anni successivi fino alla seconda guerra mondiale, ed essa
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subì, come tutti gli altri principali produttori dell'epoca, la grande crisi
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degli anni '50. La compagnia originale americana venne liquidata nel 1954, e
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gli impianti produttivi vennero ceduti alla BIC nel 1959 per produrre penne a
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sfera.
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La [[Waterman]] sarebbe così del tutto scomparsa se non fosse stata per le grandi capacità imprenditoriali di Jules Fagard, che fin dal 1926 aveva creato un filiale francese, la ''Jif-Waterman'', che non solo aveva commercializzato con successo i prodotti dell'azienda, ma aveva creato stabilimenti di produzione e realizzato versioni specifiche per il mercato europeo (di particolare interesse le ''Safety'' realizzate con rivestimenti ornamentali in metalli preziosi).  
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La [[Waterman]] sarebbe così del tutto scomparsa se non fosse stata per le
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grandi capacità imprenditoriali di Jules Fagard, che fin dal 1926 aveva creato
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una filiale francese sostanzialmente autonoma, la ''Jif-Waterman'', che non
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solo aveva commercializzato con successo i prodotti dell'azienda, ma aveva
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creato stabilimenti di produzione in Francia e realizzato versioni specifiche
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per il mercato europeo (sono di particolare interesse collezionistico le
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''Safety'' realizzate con rivestimenti ornamentali in metalli preziosi).
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La ''Jif-Waterman'' (oggi divisione della [http://en.wikipedia.org/wiki/Newell_Rubbermaid Newell Rubbermaid]) continuò a prosperare sul mercato europeo, prima sotto la guida di Jules Fagard, ed ancor più, dopo la sua morte, sotto la direzione della sua vedova Elsa. L'azienda passò sostanzialmente indenne il periodo della seconda guerra mondiale, tanto che al fallimento della ditta madre essa ne acquisì il marchio, e continua ancor oggi ad operare come '''Waterman S.A.''', producendo penne di buona qualità in tutte le fasce di prezzo, che si distinguono in particolare per le lavorazioni in metallo e lacca.
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La ''Jif-Waterman'' (oggi divisione della
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[http://en.wikipedia.org/wiki/Newell_Rubbermaid Newell Rubbermaid]) continuò a
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prosperare sul mercato europeo, prima sotto la guida di Jules Fagard, ed ancor
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più, dopo la sua morte, sotto la direzione della sua vedova Elsa. L'azienda
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passò sostanzialmente indenne il periodo della seconda guerra mondiale, tanto
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che al fallimento della ditta madre essa ne acquisì il marchio, e continua
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ancor oggi ad operare come '''Waterman S.A.''', producendo penne di buona
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qualità in tutte le fasce di prezzo, che si distinguono in particolare per le
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lavorazioni in metallo e lacca.
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E' proprio dalla filiale francese che nel 1926 viene sviluppato e commercializzato la prima versione realmente pratica del riempimento a cartuccia, inizialmente realizzata in vetro e commercializzata in Europa con versioni modificate delle penne originali. Da questa innovazione, ulteriormente sviluppata, nasce 1953 l'ultimo modello storico di grande successo della [[Waterman]], la [[CF]] (appunto da ''Cartridge Filler''). Con la creazione della prima stilografica a cartucce di plastica usa e getta, che introdusse sul mercato quello che ormai è il più comune meccanismo di caricamento delle stilografiche contemporanee, la ''Jif-Waterman'', dopo oltre 30 anni, riportò il marchio [[Waterman]] all'apice dell'innovazione.
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E' proprio dalla filiale francese che viene l'ultima grande innovazione legata
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al marchio [[Waterman]]. Nel 1926 viene sviluppata la prima versione realmente
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pratica del riempimento a cartuccia, inizialmente realizzata in vetro, e
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commercializzata in Europa con versioni modificate delle penne originali. Da
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questa innovazione, ulteriormente sviluppata, nasce 1953 l'ultimo modello
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storico di grande successo la [[CF]] (sigla appunto da ''Cartridge
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Filler''). Con la creazione della prima stilografica a cartucce di plastica
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usa e getta, venne introdotto sul mercato quello che è ormai il più comune
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meccanismo di caricamento delle stilografiche moderne, così la
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''Jif-Waterman'', dopo oltre 30 anni, riportò il marchio [[Waterman]]
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all'apice dell'innovazione.