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[[File:Morrison-vs-452-Capped.jpg|thumb|Foto di due stilografiche rivestite in argento]]
 
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Si suole chiamare con questo nome, le cui origini sono incerte, ma paiono risalire al dodicesimo secolo, una lega di argento in cui questo costituisce la componente principale per una quota del 92.5%, mescolato con un restante 7.5% di altri metalli, nel caso più comune rame, allo scopo di aumentarne la resistenza meccanica, in quanto l'argento puro, per la sua malleabilità, è un materiale troppo fragile.  In Italiano questa lega viene chiamata ''argento sterling'', o semplicemente ''sterling'' oppure argento 925, dalla sua quota in millesimi (solo se presente in questa proporzione l'argento può essere marchiato con il relativo punzone).  
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Si suole usare il nome di ''sterling silver'', le cui origini sono incerte ma paiono risalire al dodicesimo secolo, per una lega di argento in cui questo costituisce la componente principale per una quota del 92.5%, mescolato con un restante 7.5% di altri metalli, nel caso più comune rame, allo scopo di aumentarne la resistenza meccanica. La lega è necessaria in quanto l'argento puro, per la sua malleabilità, risulta un materiale troppo fragile.  In italiano questa lega viene chiamata ''argento sterling'', o semplicemente ''sterling'' oppure argento 925, dalla sua quota in millesimi (solo se presente in questa proporzione l'argento può essere marchiato con il relativo punzone).  
    
Se la lega con il rame permette di aumentare la robustezza meccanica al contempo diminuisce la resistenza chimica. L'argento puro infatti è sostanzialmente inerte e si ossida con difficoltà, ma la presenza di rame o altri metalli funge da catalizzatore, facilitando la reazione di la creazione di solfuro di argento (Ag<sub>2</sub>S) che costituisce la classica patina nera che ricopre gli oggetti in argento (la reazione è innescata dall'esposizione alla luce), la cui rimozione è trattata nella sezione [[Riparazioni]].
 
Se la lega con il rame permette di aumentare la robustezza meccanica al contempo diminuisce la resistenza chimica. L'argento puro infatti è sostanzialmente inerte e si ossida con difficoltà, ma la presenza di rame o altri metalli funge da catalizzatore, facilitando la reazione di la creazione di solfuro di argento (Ag<sub>2</sub>S) che costituisce la classica patina nera che ricopre gli oggetti in argento (la reazione è innescata dall'esposizione alla luce), la cui rimozione è trattata nella sezione [[Riparazioni]].