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La produzione della [[Diamond Point]] si concentrava sulla fascia alta delle penne economiche, offrendo pennini in oro e buone finiture, l'azienda infatti cercava di risparmiare usando pennini di dimensioni più piccole e poco ornati, e placcature di minore qualità. Per risparmiare sulla lavorazione le penne erano realizzate direttamente da tubi di plastica, con la testa ed il fondo di cappuccio e fusto chiusi per incollaggio. Una caratteristica dell'azienda era la dicitura ''Diamond point'' stampigliata sulla clip.  
 
La produzione della [[Diamond Point]] si concentrava sulla fascia alta delle penne economiche, offrendo pennini in oro e buone finiture, l'azienda infatti cercava di risparmiare usando pennini di dimensioni più piccole e poco ornati, e placcature di minore qualità. Per risparmiare sulla lavorazione le penne erano realizzate direttamente da tubi di plastica, con la testa ed il fondo di cappuccio e fusto chiusi per incollaggio. Una caratteristica dell'azienda era la dicitura ''Diamond point'' stampigliata sulla clip.  
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La grande depressione del '29 colpì duramente anche la [[Diamond Point]], e segnò l'inizio del declino della ditta. Negli anni '30 comunque l'azienda cercò di realizzare dei prodotti di buona qualità, anche se di realizzazione più economica, rispondendo in maniera originale alla moda dello ''[[streamlined]]'' introdotta dalla [[Balance]] della [[Sheaffer]]. E' di questi anni infatti una linea di penne in celluloide, denominata dai collezionisti ''[[Tapered end]]'', che pur mantenendo fusto e cappuccio cilindrici, è caratterizzata da delle particolari terminazioni affusolate. Altro modello interessante dello stesso periodo è la penna chiamata ''Barrel in the Cap'', che riprende con molti anni d'anticipo il concetto della [[Elite]] della [[Pilot]], con un cappuccio della stessa lunghezza del corto corpo della penna, che avvitato sul fondo di questa rende la penna di dimensione normale.<ref>anche se questa non può essere considerata la prima penna di questo tipo, avendo la [[Swan]] prodotto il modello ''[[Longshort]]'' che riprende lo stesso esatto concetto fin dal 1920.</ref>
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La grande depressione del '29 colpì duramente anche la [[Diamond Point]], e segnò l'inizio del declino della ditta. Negli anni '30 comunque l'azienda cercò di realizzare dei prodotti di buona qualità, anche se di realizzazione più economica, rispondendo in maniera originale alla moda dello ''[[streamlined]]'' introdotta dalla [[Balance]] della [[Sheaffer]]. E' di questi anni infatti una linea di penne in celluloide, denominata dai collezionisti ''[[Tapered end]]'', che pur mantenendo fusto e cappuccio cilindrici, è caratterizzata da delle particolari terminazioni affusolate. Altro modello interessante dello stesso periodo è la penna chiamata ''[[Barrel in the Cap]]'', che riprende con molti anni d'anticipo il concetto della [[Elite]] della [[Pilot]], con un cappuccio della stessa lunghezza del corto corpo della penna, che avvitato sul fondo di questa rende la penna di dimensione normale.<ref>anche se questa non può essere considerata la prima penna di questo tipo, avendo la [[Swan]] prodotto il modello ''[[Longshort]]'' che riprende lo stesso esatto concetto fin dal 1920.</ref>
    
Per tutti gli anni '30 la [[Diamond Point]] continuò a produrre penne di seconda fascia realizzate in celluloide a colori vivaci e con caricamento a levetta, ma la qualità declinò progressivamente. In questo periodo si trovano comunque ancora penne gradevoli e funzionali, ma a partire dagli anni '40 la qualità delle penne si abbassò drasticamente, e sembra che l'azienda si limitasse a rimarchiare penne prodotte da altri. La produzione di stilografiche cessò nel 1956, anche se la ditta continuò a produrre basi per set da scrivania e penne a sfera per molti anni.
 
Per tutti gli anni '30 la [[Diamond Point]] continuò a produrre penne di seconda fascia realizzate in celluloide a colori vivaci e con caricamento a levetta, ma la qualità declinò progressivamente. In questo periodo si trovano comunque ancora penne gradevoli e funzionali, ma a partire dagli anni '40 la qualità delle penne si abbassò drasticamente, e sembra che l'azienda si limitasse a rimarchiare penne prodotte da altri. La produzione di stilografiche cessò nel 1956, anche se la ditta continuò a produrre basi per set da scrivania e penne a sfera per molti anni.