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In the period of the second world war, however, with the restrictions caused by the war, the use of gold for nibs was greatly reduced and in some countries, such as Germany and Japan, even explicitly prohibited. At that time there was a flourishing of various steel alloys, often renamed, especially in Italy, with imaginative and high-sounding names, and experimentation with alternative materials, such as palladium, which now seem to be back in fashion. But the use of steel for nibs can certainly not originate from the constraints of war. In fact, it was adopted by some producers, in particular those oriented to the lower end of the market, well before the war and for simpler economic reasons. Even in that case, however, they often tried to "embellish" the metal with a gilding.  
 
In the period of the second world war, however, with the restrictions caused by the war, the use of gold for nibs was greatly reduced and in some countries, such as Germany and Japan, even explicitly prohibited. At that time there was a flourishing of various steel alloys, often renamed, especially in Italy, with imaginative and high-sounding names, and experimentation with alternative materials, such as palladium, which now seem to be back in fashion. But the use of steel for nibs can certainly not originate from the constraints of war. In fact, it was adopted by some producers, in particular those oriented to the lower end of the market, well before the war and for simpler economic reasons. Even in that case, however, they often tried to "embellish" the metal with a gilding.  
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Indipendentemente dalla robustezza della lega utilizzata per produrlo, un pennino deve comunque avere una punta opportunamente rinforzata, in quanto l'usura sarebbe eccessiva anche per l'acciaio. La punta deve sfregare per chilometri e chilometri sulla carta, e per avere un pennino durevole questa viene prodotta utilizzando un materiale molto più duro. In questo caso la scelta più comune è quella di una lega di iridio, e questo è il motivo per cui spesso, per indicare lo stato di usura della punta di un pennino, si fa riferimento appunto alla quantità di iridio presente sullo stesso, anche se in realtà detta punta può essere stata realizzata anche con altri metalli (un'altra scelta è ad esempio quella dell'osmio o varie combinazioni di entrambi).  
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Regardless of the strength of the alloy used to produce it, a nib must still have a tip properly reinforced, as the wear would be excessive even for steel. The tip must rub for miles and miles on paper, and to have a durable nib it is produced using a much harder material. In this case the most common choice is that of an iridium alloy, and this is why often, to indicate the state of wear of the tip of a nib, reference is made to the amount of iridium present on it, although in reality this tip may have been made with other metals (another choice is for example that of osmium or various combinations of both).  
    
In genere la punta del pennino viene realizzata fondendo direttamente sul posto una pallina di iridio (o materiale equivalente), questa poi viene tagliata in due dividendo la punta nelle due [[ali]] (''[[tines]]''), per la realizzazione del [[taglio]] (''[[slit]]'') attraverso cui deve passare l'inchiostro proveniente dall'alimentatore, necessario al [[funzionamento]] della stilografica, e levigata opportunamente per offrire una migliore scorevolezza. In genere poi, sia per permettere la fuoriuscita dell'aria dal conduttore, che per rinforzare la parte terminale del taglio delle ali, il pennino viene dotato del cosiddetto ''foro di areazione'', anche se in molti casi il solo scopo è quello di una maggiore robustezza meccanica e flessibilità. Alcuni pennini inoltre, come il [[Triumph Nib]] della [[Sheaffer]], o il pennino centrale della [[Omas 361]], sono appositamente progettati e lavorati per poter scrivere da entrambi i lati, compreso quindi anche il cosiddetto [[lato secco]].
 
In genere la punta del pennino viene realizzata fondendo direttamente sul posto una pallina di iridio (o materiale equivalente), questa poi viene tagliata in due dividendo la punta nelle due [[ali]] (''[[tines]]''), per la realizzazione del [[taglio]] (''[[slit]]'') attraverso cui deve passare l'inchiostro proveniente dall'alimentatore, necessario al [[funzionamento]] della stilografica, e levigata opportunamente per offrire una migliore scorevolezza. In genere poi, sia per permettere la fuoriuscita dell'aria dal conduttore, che per rinforzare la parte terminale del taglio delle ali, il pennino viene dotato del cosiddetto ''foro di areazione'', anche se in molti casi il solo scopo è quello di una maggiore robustezza meccanica e flessibilità. Alcuni pennini inoltre, come il [[Triumph Nib]] della [[Sheaffer]], o il pennino centrale della [[Omas 361]], sono appositamente progettati e lavorati per poter scrivere da entrambi i lati, compreso quindi anche il cosiddetto [[lato secco]].