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Nelle stilografiche questo controllo del deflusso viene realizzato grazie alla presenza del canale dell'alimentatore, attraverso cui l'inchiostro può arrivare, per l'effetto combinato della gravità e della capillarità, all'altezza delle due ali del pennino. Fintanto che la penna non viene usata la tensione superficiale impedisce che l'inchiostro lasci l'alimentatore e il pennino, almeno fintanto che questi sono correttamente montati e non vi è altro passaggio libero che quello del canale dell'alimentatore.  
 
Nelle stilografiche questo controllo del deflusso viene realizzato grazie alla presenza del canale dell'alimentatore, attraverso cui l'inchiostro può arrivare, per l'effetto combinato della gravità e della capillarità, all'altezza delle due ali del pennino. Fintanto che la penna non viene usata la tensione superficiale impedisce che l'inchiostro lasci l'alimentatore e il pennino, almeno fintanto che questi sono correttamente montati e non vi è altro passaggio libero che quello del canale dell'alimentatore.  
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[[Image:Waterman-52-BCHR-Feed.jpg|thumb|Alimentatore e pennino di una [[Waterman 52]], con in evidenza l'inchiostro trattenuto dalla ''tensione superficiale'']]
    
Il tratto finale del percorso viene fatto dall'inchiostro per capillarità, passando dal canale nella fenditura fra le due ali del pennino fino a raggiungere la punta, ed è questa stessa capillarità che lo trattiene e ne impedisce il versamento. Ma appena si appoggia la punta del pennino su un foglio (o un'altra superficie adeguata), è la stessa tensione superficiale, applicata stavolta anche al contatto fra la punta e la carta, che fa si che l'inchiostro si depositi su quest'ultima e continui a fluire mentre si scrive passando attraverso la fenditura, almeno fintanto che (nel caso di pennini flessibili) non si preme in maniera eccessiva allargandola troppo, così da interrompere l'effetto della capillarità ed il conseguente flusso di inchiostro.
 
Il tratto finale del percorso viene fatto dall'inchiostro per capillarità, passando dal canale nella fenditura fra le due ali del pennino fino a raggiungere la punta, ed è questa stessa capillarità che lo trattiene e ne impedisce il versamento. Ma appena si appoggia la punta del pennino su un foglio (o un'altra superficie adeguata), è la stessa tensione superficiale, applicata stavolta anche al contatto fra la punta e la carta, che fa si che l'inchiostro si depositi su quest'ultima e continui a fluire mentre si scrive passando attraverso la fenditura, almeno fintanto che (nel caso di pennini flessibili) non si preme in maniera eccessiva allargandola troppo, così da interrompere l'effetto della capillarità ed il conseguente flusso di inchiostro.