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Nel 1922 venne acquistato dall'azienda lo stabile di Via Ca' Erizzo a Bassano Veneto, in seguito ampliato e ristrutturato, nel 1925 l'azienda venne acquistata da Alessandro Marzotto e Domenico Manea, e l'anno seguente venne ribattezzata in ''"Industria Pennini Oro e Penne Stilografiche Elmo"'', con le cui iniziali, ''I.P.O.P.S.E.'', verranno marchiati i pennini fino alla prima metà degli anni '30. Nonostante la nuova proprietà ''Heidrich Helm'' continuò a dirigere la produzione, fornendo un contributo fondamentale al successo dell'azienda.
 
Nel 1922 venne acquistato dall'azienda lo stabile di Via Ca' Erizzo a Bassano Veneto, in seguito ampliato e ristrutturato, nel 1925 l'azienda venne acquistata da Alessandro Marzotto e Domenico Manea, e l'anno seguente venne ribattezzata in ''"Industria Pennini Oro e Penne Stilografiche Elmo"'', con le cui iniziali, ''I.P.O.P.S.E.'', verranno marchiati i pennini fino alla prima metà degli anni '30. Nonostante la nuova proprietà ''Heidrich Helm'' continuò a dirigere la produzione, fornendo un contributo fondamentale al successo dell'azienda.
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Fra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 vennero introdotti i [[Montegrappa celluloide|primi modelli]] in celluloide, con caricamento a [[pulsante di fondo]], in seguito affiancato dal [[caricamento a levetta]]. Inizialmente questi vennero affiancati ai modelli in ebanite per poi sostituirli. Inoltre la produzione venne differenziata, utilizzando il marchio 'Elmo'' alle penne economiche di fascia bassa, mentre il marchio ''Montegrappa'' veniva impiegato sulle penne di maggior pregio.  
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Fra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 vennero introdotti i [[Montegrappa celluloide|primi modelli]] in celluloide, con caricamento a [[pulsante di fondo]], in seguito affiancato dal [[caricamento a levetta]]. Inizialmente questi vennero affiancati ai modelli in ebanite per poi sostituirli. Inoltre la produzione venne differenziata, utilizzando il marchio ''Elmo'' alle penne economiche di fascia bassa, mentre il marchio ''Montegrappa'' veniva impiegato sulle penne di maggior pregio.  
    
Nel 1935 venne creata una interessante serie di [[Montegrappa faccettata|penne faccettate]], caratterizzata da una grande varietà di colorazioni celluoide della celluloide. Di questa serie venne prodotta anche una originalissima versione realizzata con una sfaccettatura ondulata, uno dei modelli più interessanti prodotti dall'azienda. In questo stesso periodo iniziò una ulteriore differenziazione, ed al marchio ''Montegrappa'' si andò ad aggiungere il marchio ''Montegrappa Extra'', riservato alle penne di maggior pregio, mentre alle ''Elmo'' si affiancò il marchio ''Ducale''.
 
Nel 1935 venne creata una interessante serie di [[Montegrappa faccettata|penne faccettate]], caratterizzata da una grande varietà di colorazioni celluoide della celluloide. Di questa serie venne prodotta anche una originalissima versione realizzata con una sfaccettatura ondulata, uno dei modelli più interessanti prodotti dall'azienda. In questo stesso periodo iniziò una ulteriore differenziazione, ed al marchio ''Montegrappa'' si andò ad aggiungere il marchio ''Montegrappa Extra'', riservato alle penne di maggior pregio, mentre alle ''Elmo'' si affiancò il marchio ''Ducale''.
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Gli anni '30 furono comunque un periodo di grande attività dell'azienda, che oltre a creare modelli propri, diventò una delle principali aziende ad eseguire produzioni per conto terzi, costruendo penne per una vasta varietà di marchi, più o meno noti. Fra questi Letizia Iacopini, nel libro ''La storia della stilografica in Italia'', riporta: ''a.b.c.'', ''Aquila'', ''Astoria'', ''Atlantica'', ''Caesar'', ''Contessa'', ''Dacis AVR'', ''Domino'', ''Duchessa'', ''Montenero'', ''Pilus'', ''Titanus'', ''Vulcan-Saturnia'', ''Zenith''.
 
Gli anni '30 furono comunque un periodo di grande attività dell'azienda, che oltre a creare modelli propri, diventò una delle principali aziende ad eseguire produzioni per conto terzi, costruendo penne per una vasta varietà di marchi, più o meno noti. Fra questi Letizia Iacopini, nel libro ''La storia della stilografica in Italia'', riporta: ''a.b.c.'', ''Aquila'', ''Astoria'', ''Atlantica'', ''Caesar'', ''Contessa'', ''Dacis AVR'', ''Domino'', ''Duchessa'', ''Montenero'', ''Pilus'', ''Titanus'', ''Vulcan-Saturnia'', ''Zenith''.
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Alla fine degli anni '30, per seguire la tendenza delle penne che consentivano la visualizzazione del livello di inchiostro, venne adottato il [[caricamento a stantuffo]] ed avviata una produzione di una  [[Montegrappa trasparente||serie di penne]] in celluloide con sezione trasparente. Sempre in questo periodo, iniziandosi a farsi sentire gli effetti della guerra, iniziarono a comparire modelli ''autarchici'' con finiture in metallo cromato e pennini in acciaio.
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Alla fine degli anni '30, per seguire la tendenza delle penne che consentivano la visualizzazione del livello di inchiostro, venne adottato il [[caricamento a stantuffo]] ed avviata una produzione di una  [[Montegrappa trasparente|serie di penne]] in celluloide con sezione trasparente. Sempre in questo periodo, iniziandosi a farsi sentire gli effetti della guerra, iniziarono a comparire modelli ''autarchici'' con finiture in metallo cromato e pennini in acciaio.
    
Dopo la guerra la produzione riprese con un rinnovamento stilistico di tutta la gamma, passando dalle forme classiche.  
 
Dopo la guerra la produzione riprese con un rinnovamento stilistico di tutta la gamma, passando dalle forme classiche.