Storia

La Astoria venne fondata nel 1921 ad Amburgo da Georg Ilgner, che fino ad allora era stato il direttore della produzione della Montblanc. Questi, con il supporto finanziario di Herman Dietzel, Sigmund Popper e Wilhelm Frings lasciò la Montblanc per mettersi in proprio. La Astoria iniziò a produrre penne rientranti di ottima qualità, molto simili a quelle della Montblanc. Anche il logo dell'azienda, costituito da un cerchio suddiviso in quattro spicchi di colore alternato bianco e nero richiama molto, se non altro per il contrasto di colore bioanco e nero, quello dell'azienda da cui Ilgner proveniva.

Oltre alle rientranti la Astoria produsse anche delle penne con caricamento a levetta ed un buon numero di penne rivestite di buona qualità, con rivestimenti in oro e argento. L'azienda subì una crisi finanziaria all'inizio degli anni '30, e nel 1932 venne riacquistata dalla Montblanc che mantenne la produzione di penne con questo marchio fino al 1936, almeno per quanto riguarda la produzione principale.

Le penne a marchio Astoria prodotte in questo periodo risultano essere della migliore qualità, tanto che molto spesso vengono considerate alla stessa stregua delle Montblanc, di cui erroneamente (almeno per i modelli precedenti il 1932) viene considerata una sottomarca. Essendo stata attiva sul mercato per pochi anni i modelli sono piuttosto rari e hanno quindi un notevole valore collezionistico.

 
Una Astoria anni '60

Nonostante sia riportata dai più una dismissione del marchio nel 1936, ci sono comunque evidenze di una prosecuzione della produzione anche in un periodo successivo, come si può evincere dalla foto della penna mostrata a fianco, che mostra il design tipico dei pennini carenati degli anni '60.

Nel caso specifico si tratta di una penna marcata Astoria ritrovata in Finlandia[1] e dotata di un libretto di istruzioni della Montblanc relativo ai modelli degli anni '60.

Non è chiaro se in questo caso l'uso del marchi Astoria sia stato utilizzato per una produzione generica di penne economiche di seconda fascia come sotto-marca della Montblanc, o si tratti piuttosto di una produzione rivolta ad alcuni mercati esteri selezionati (nel caso il Nord Europa).

Riferimenti esterni


Note

  1. secondo quanto riportato in questa discussione su FPN, e dalla susseguente conversazione col proprietario trattasi di una penna sempre rimasta in famiglia fin dal suo acquisto da parte del padre.